Un ricovero in un ospedale, poi la necessità di essere spostato in un'altra struttura — per un esame specializzato, per riabilitazione, per una specialistica che il primo ospedale non ha. Il trasferimento interospedaliero è più comune di quanto si pensi, e spesso rappresenta un momento delicato nella gestione del paziente.

In questa guida spieghiamo quando avviene un trasferimento, come si organizza e cosa cambia tra un trasferimento ordinario e uno urgente.

Quando si fa un trasferimento interospedaliero

Le ragioni principali per cui un paziente viene spostato tra strutture sono:

Chi prescrive il trasferimento

Il trasferimento è sempre una decisione medica che viene presa dal reparto dove il paziente è ricoverato, in accordo con la struttura di destinazione. Nessun trasferimento può avvenire senza:

  1. Valutazione clinica sulla trasportabilità del paziente
  2. Accettazione da parte del reparto di destinazione
  3. Scheda di trasferimento che riporta diagnosi, terapia in atto, problemi da monitorare durante il viaggio
  4. Individuazione del mezzo adeguato (ambulanza standard, infermierizzata, centro mobile di rianimazione)

Tre tipologie di trasferimento

Trasferimento ordinario

Paziente stabile che può essere spostato senza urgenza. Si pianifica in anticipo (1-3 giorni), l'orario è concordato con entrambe le strutture, il mezzo è scelto in base al paziente.

Trasferimento urgente

Serve intervenire entro poche ore. Richiede ambulanza con personale qualificato e coordinamento tra le centrali operative di partenza e arrivo. In questi casi il 118 può essere coinvolto, ma esistono anche servizi privati specializzati per trasferimenti in tempi rapidi.

Trasferimento in emergenza

Paziente critico, tempo strettissimo. Interviene il 118 con centro mobile di rianimazione, a volte con elicottero. Non è un servizio privato.

Il mezzo giusto per il paziente

La scelta dipende dalle condizioni cliniche:

Condizione Mezzo
Stabile, autonomo alla deambulazione Auto con autista
In carrozzina, stabile Veicolo con pedana
Allettato, stabile, no terapia in corso Ambulanza standard
Con flebo, cateteri, ossigeno Ambulanza infermierizzata
Instabile, monitoraggio continuo Centro mobile di rianimazione

Chi paga il trasferimento interospedaliero

Dipende dal contesto:

Per dettagli sul funzionamento economico, consulta la guida chi paga il trasporto sanitario a Genova.

Da sapere: quando un trasferimento è indicato clinicamente ma la famiglia vuole una struttura diversa da quella proposta dal reparto, si può valutare il trasferimento a pagamento. In questi casi il paziente paga il trasporto ma eventualmente anche la differenza di degenza nella struttura scelta (se diversa dalla convenzionata).

Trasferimenti a lunga distanza

Molti pazienti vengono trasferiti da ospedali liguri verso centri di eccellenza in altre regioni — tipicamente in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna — per patologie che richiedono competenze molto specialistiche.

Per questi viaggi, che possono durare 3-6 ore, sono essenziali:

Per informazioni sul servizio, vedi la pagina trasferimenti nazionali.

Devi organizzare un trasferimento?

Contattaci: valutiamo insieme condizioni del paziente, distanza e tipo di mezzo necessario.

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Ruolo della famiglia

Anche se la decisione clinica è medica, la famiglia ha un ruolo importante:

Documentazione che accompagna il paziente

Al momento del trasferimento, il reparto prepara:

Questa documentazione viaggia sempre con il paziente, in copia, per essere consultata subito nel reparto di destinazione.

Domande frequenti

Posso rifiutare un trasferimento proposto dai medici?

Il paziente (o chi ha la delega) può sempre rifiutare un trasferimento. Va però considerato che questo rifiuto potrebbe comportare la non continuità di certe cure, se la struttura di provenienza non è attrezzata per quella specifica patologia.

Quanto tempo serve per organizzare un trasferimento ordinario?

Tipicamente 24-72 ore dalla decisione clinica. I tempi sono determinati dalla disponibilità del posto letto nella struttura di destinazione e dall'organizzazione del trasporto.

Durante il trasferimento chi è responsabile del paziente?

La responsabilità clinica passa formalmente al reparto di destinazione all'arrivo. Durante il viaggio il paziente è seguito dal personale a bordo del mezzo, che dispone delle indicazioni cliniche necessarie per la gestione del trasporto.

Il familiare può viaggiare sull'ambulanza?

Sì, a bordo c'è sempre posto per un accompagnatore senza costi aggiuntivi. Per trasferimenti interregionali è consigliato per ragioni di supporto al paziente.