Un ricovero in un ospedale, poi la necessità di essere spostato in un'altra struttura — per un esame specializzato, per riabilitazione, per una specialistica che il primo ospedale non ha. Il trasferimento interospedaliero è più comune di quanto si pensi, e spesso rappresenta un momento delicato nella gestione del paziente.
In questa guida spieghiamo quando avviene un trasferimento, come si organizza e cosa cambia tra un trasferimento ordinario e uno urgente.
Quando si fa un trasferimento interospedaliero
Le ragioni principali per cui un paziente viene spostato tra strutture sono:
- Specialistica non disponibile — il primo ospedale non ha il reparto o la tecnologia necessari (es. emodinamica, neurochirurgia, terapia intensiva)
- Centri di eccellenza — trasferimento verso centri di riferimento per patologie specifiche
- Riabilitazione post-acuta — il paziente stabile può essere spostato in strutture dedicate alla riabilitazione
- Vicinanza al domicilio — dopo la fase acuta, si cerca una struttura più vicina alla famiglia
- Motivi organizzativi — mancanza di posti letto, chiusura temporanea di un reparto
Chi prescrive il trasferimento
Il trasferimento è sempre una decisione medica che viene presa dal reparto dove il paziente è ricoverato, in accordo con la struttura di destinazione. Nessun trasferimento può avvenire senza:
- Valutazione clinica sulla trasportabilità del paziente
- Accettazione da parte del reparto di destinazione
- Scheda di trasferimento che riporta diagnosi, terapia in atto, problemi da monitorare durante il viaggio
- Individuazione del mezzo adeguato (ambulanza standard, infermierizzata, centro mobile di rianimazione)
Tre tipologie di trasferimento
Trasferimento ordinario
Paziente stabile che può essere spostato senza urgenza. Si pianifica in anticipo (1-3 giorni), l'orario è concordato con entrambe le strutture, il mezzo è scelto in base al paziente.
Trasferimento urgente
Serve intervenire entro poche ore. Richiede ambulanza con personale qualificato e coordinamento tra le centrali operative di partenza e arrivo. In questi casi il 118 può essere coinvolto, ma esistono anche servizi privati specializzati per trasferimenti in tempi rapidi.
Trasferimento in emergenza
Paziente critico, tempo strettissimo. Interviene il 118 con centro mobile di rianimazione, a volte con elicottero. Non è un servizio privato.
Il mezzo giusto per il paziente
La scelta dipende dalle condizioni cliniche:
| Condizione | Mezzo |
|---|---|
| Stabile, autonomo alla deambulazione | Auto con autista |
| In carrozzina, stabile | Veicolo con pedana |
| Allettato, stabile, no terapia in corso | Ambulanza standard |
| Con flebo, cateteri, ossigeno | Ambulanza infermierizzata |
| Instabile, monitoraggio continuo | Centro mobile di rianimazione |
Chi paga il trasferimento interospedaliero
Dipende dal contesto:
- Se il trasferimento è deciso per motivi clinici dal reparto (es. servizio non disponibile nel primo ospedale), è a carico del SSN. Il paziente non paga nulla
- Se è richiesto dalla famiglia per comodità o preferenze (es. avvicinamento al domicilio in una clinica privata), può essere a carico del richiedente
- Per trasferimenti verso strutture private convenzionate, dipende dal tipo di convenzione e dalla prescrizione
Per dettagli sul funzionamento economico, consulta la guida chi paga il trasporto sanitario a Genova.
Da sapere: quando un trasferimento è indicato clinicamente ma la famiglia vuole una struttura diversa da quella proposta dal reparto, si può valutare il trasferimento a pagamento. In questi casi il paziente paga il trasporto ma eventualmente anche la differenza di degenza nella struttura scelta (se diversa dalla convenzionata).
Trasferimenti a lunga distanza
Molti pazienti vengono trasferiti da ospedali liguri verso centri di eccellenza in altre regioni — tipicamente in Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna — per patologie che richiedono competenze molto specialistiche.
Per questi viaggi, che possono durare 3-6 ore, sono essenziali:
- Ambulanza con doppio autista che si alternano alla guida
- Infermiere a bordo per monitoraggio e terapia
- Coordinamento clinico tra le due strutture
- Pianificazione logistica su trasferimento andata e eventuale ritorno
Per informazioni sul servizio, vedi la pagina trasferimenti nazionali.
Devi organizzare un trasferimento?
Contattaci: valutiamo insieme condizioni del paziente, distanza e tipo di mezzo necessario.
Ruolo della famiglia
Anche se la decisione clinica è medica, la famiglia ha un ruolo importante:
- Preparare gli effetti personali del paziente per il trasferimento
- Comunicare alla struttura di destinazione l'orario previsto di arrivo
- Raggiungere la nuova struttura in modo autonomo (se non accompagna)
- Conservare tutta la documentazione clinica che accompagna il paziente
- Aggiornare il medico di base del cambio di struttura
Documentazione che accompagna il paziente
Al momento del trasferimento, il reparto prepara:
- Scheda di trasferimento con diagnosi e terapia
- Cartella clinica completa (copia)
- Eventuali esami radiologici (CD o accesso online)
- Lista dei farmaci in corso e orari di assunzione
- Contatti del medico referente del reparto di provenienza
Questa documentazione viaggia sempre con il paziente, in copia, per essere consultata subito nel reparto di destinazione.
Domande frequenti
Posso rifiutare un trasferimento proposto dai medici?
Il paziente (o chi ha la delega) può sempre rifiutare un trasferimento. Va però considerato che questo rifiuto potrebbe comportare la non continuità di certe cure, se la struttura di provenienza non è attrezzata per quella specifica patologia.
Quanto tempo serve per organizzare un trasferimento ordinario?
Tipicamente 24-72 ore dalla decisione clinica. I tempi sono determinati dalla disponibilità del posto letto nella struttura di destinazione e dall'organizzazione del trasporto.
Durante il trasferimento chi è responsabile del paziente?
La responsabilità clinica passa formalmente al reparto di destinazione all'arrivo. Durante il viaggio il paziente è seguito dal personale a bordo del mezzo, che dispone delle indicazioni cliniche necessarie per la gestione del trasporto.
Il familiare può viaggiare sull'ambulanza?
Sì, a bordo c'è sempre posto per un accompagnatore senza costi aggiuntivi. Per trasferimenti interregionali è consigliato per ragioni di supporto al paziente.